Individuazione precoce delle difficoltà e dei disturbi di apprendimento

Prima si individua una difficoltà, prima si può lavorare per migliorare le prestazioni del bambino, la sua serenità e la sua motivazione.

Già dalla scuola dell'infanzia è possibile individuare dei fattori predittivi che identificano i bambini a rischio di manifestare, in futuro, difficoltà nell'apprendimento scolastico. La Legge 170/2010 affida alla scuola primaria il compito di attivare interventi tempestivi per individuare i casi sospetti di DSA, previa comunicazione alle famiglie.

L'esito di queste attività non costituisce una diagnosi: è un segnale che permette di avviare percorsi didattici di recupero e potenziamento e, se le difficoltà persistono, una valutazione specialistica.

Nella scuola dell'infanzia

Già nell'ultimo anno della scuola dell'infanzia si possono osservare competenze predittive dell'apprendimento della letto-scrittura, ad esempio: consapevolezza fonologica, conoscenza delle lettere, accesso lessicale, vocabolario espressivo, ripetizione di non-parole, memoria di lavoro. Esistono strumenti specifici somministrabili anche da insegnanti formati, come il test di screening SPEED o il questionario osservativo IPDA (ed. Erickson).

Questi strumenti non hanno chiaramente valore diagnostico, ma offrono indicazioni utili a insegnanti e famiglie per proporre percorsi di potenziamento in preparazione alla scuola primaria.

Nella scuola primaria

Alla scuola primaria vengono proposte prove più specifiche per indagare, in prima battuta, la letto-scrittura, il numero e calcolo e il problem solving. Tra i progetti più completi c'è GiADA (Gestione Interattiva Delle Abilità Di Apprendimento), elaborato dal Centro Studi Erickson con la supervisione dei professori Giacomo Stella e Cesare Cornoldi. Si tratta di prove didattiche somministrabili a inizio e fine anno scolastico su letto-scrittura e numero-calcolo.

Il dott. Michele Facci ha collaborato al progetto GiADA, favorendone la diffusione nella Provincia Autonoma di Trento e in altri territori nazionali.

I riferimenti scientifici e normativi

Le raccomandazioni cliniche nazionali - dalla Consensus Conference del 2007 fino alla Consensus Conference dell'Istituto Superiore di Sanità (2011) e alla Linea Guida ISS del 2022, oggi il riferimento vigente - concordano: pur essendo prematuro diagnosticare dislessia e disortografia prima della fine della seconda primaria (e la disgrafia e la discalculia prima della fine della terza), già alla fine della prima primaria si può porre il sospetto di rischio di DSA e mettere in atto le procedure utili a ridurre le difficoltà riscontrate. La Linea Guida ISS del 2022, in particolare, valorizza gli indici predittivi e l'individuazione precoce.

L'obbligo di individuazione precoce è fissato dall'art. 3, comma 3, della Legge 170/2010, sulla base dei protocolli regionali previsti dall'art. 7.

I fattori di rischio

La Consensus Conference promossa dall'Istituto Superiore di Sanità (2011) sottolinea che i fattori di rischio non sono la causa dei DSA, ma indicatori di probabilità: la presenza di uno o più di essi indica un aumento del rischio, ma la loro assenza non esclude la manifestazione del disturbo.

  • un pregresso disturbo del linguaggio, il correlato più forte, in particolare per la dislessia;
  • la familiarità per DSA: la presenza, in famiglia, di un parente con disturbo specifico dell'apprendimento;
  • il genere maschile presenta un'incidenza circa 2,5 volte superiore al genere femminile;
  • il basso peso alla nascita o la prematurità;
  • il fumo o l'assunzione di sostanze da parte della madre in gravidanza;
  • l'aver subito due o più anestesie generali nei primi quattro anni di vita.
Disturbi del linguaggioDSA

Se la scuola ha segnalato una difficoltà scolastica o se hai tu stesso un dubbio, contattaci: una consulenza può chiarire se è utile approfondire il quadro con una valutazione clinica.

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