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Domande e risposte sui DSA

dislessia – disgrafia – disortografia – discalculia

Domande e risposte sui DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento

L’Ordine Nazionale degli Psicologi, nella seduta del 26 Febbraio 2016,con deliberazione n° 10/16, ha approvato il documento “I DSA e gli altri BES Indicazioni per la pratica professionale” dove emergono tutte le indicazioni necessarie a professionisti, docenti e famiglie su cosa sono i DSA, la loro diffusione e le modalità di diagnosi e certificazione. Visualizza il documento completo a questo link.

Che cosa sono i DSA?

L’acronimo DSA si riferisce ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Questi disturbi, comunemente chiamati dislessia (disturbo della lettura, per rapidità e/o correttezza), disortografia (disturbo della scrittura nella sua componente ortografica), disgrafia (disturbo della scrittura nella sua componente esecutivo-motoria) e discalculia (disturbo delle competenze numeriche e/o di calcolo), si manifestano in età evolutiva e comportano difficoltà nell’acquisizione e nell’automatizzazione delle abilità di lettura, scrittura e numero e calcolo. Non si può parlare di DSA in presenza di disabilità intellettiva, danni neurologico e/o danni sensoriale.

Chi può fare diagnosi di DSA?

L’articolo 3 della Legge 170/2010 prevede che la diagnosi di DSA sia effettuata da professionisti del Servizio Sanitario Nazionale oppure da professionisti privati. La certificazione diagnostica di DSA, che può essere rilasciata solo da uno Psicologo o da un Neuropsichiatra infantile, è il risultato di un iter valutativo coadiuvato e multidisciplinare che prevede la partecipazione di molteplici figure professionali, tra le quali anche il Logopedista e l’Optometrista.

Quando si può fare diagnosi di DSA?

La diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia può essere emessa solo alla fine della seconda classa della Scuola Primaria. Per la diagnosi di discalculia è necessario attendere fino al termine della terza classe della Scuola Primaria.

Quali sono i principali indicatori di rischio di DSA?

Pregresso disturbo (specifico) di linguaggio; familiarità nota per DSA (presenza, nel nucleo familiare, di parenti che si riconoscono nelle medesime difficoltà del bambino); resistenza ad adeguati interventi didattici di recupero e/o potenziamento e permanenza di evidenti fragilità.

Individuazione precoce della popolazione a rischio di DSA…quando?

A partire dall’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia. Nell’ultimo anno prescolare, infatti, sono evidenziabili molteplici competenze indicative/predittive dell’apprendimento della letto-scrittura, tra cui: la consapevolezza fonologica, la conoscenza delle lettere, il vocabolario verbale, le attività di pre-grafismo ecc.

Si può guarire dai DSA?

Il DSA non è una malattia, bensì una condizione di neurodiversità e, in quanto tale, non guarisce. Pertanto non esiste una medicina per curare, ad esempio, la dislessia; esistono piuttosto delle modalità di intervento che permettono di plasmare e modificare positivamente il naturale decorso della difficoltà, e degli strumenti (compensativi e dispensativi) che consentono di agevolare la vita scolastica ed extrascolastica del bambino con DSA.

I vaccini causano DSA?

La risposta è no, i vaccini non causano DSA. La comunità scientifica internazionale concorda sul fatto che i Disturbi Specifici dell’Apprendimento hanno una base genetico-ereditaria, sulla quale si innestano alcuni fattori ambientali (scelte didattiche, ambiente familiare e contesto sociale). Il soggetto con DSA, pertanto, nascerà con la predisposizione a manifestare in età evolutiva un Disturbo Specifico dell’Apprendimento; l’ambiente circostante ne influenzerà in maniera significativa l’andamento e l’evoluzione.

Cosa deve contenere la diagnosi di DSA?

La certificazione diagnostica di DSA deve comprendere tutta una serie di informazioni utili ad altri specialisti, alla famiglia e alla scuola. È opportuno che includa il profilo di funzionamento delle aree cognitiva, linguistica e comunicativa, delle abilità scolastiche e affettivo-relazionale. Deve, inoltre, necessariamente contenere le indicazioni relative al trattamento di recupero e/o potenziamento, indicando eventuali misure compensative e/o dispensative utili al miglioramento del benessere del soggetto. La certificazione diagnostica deve anche comprendere i codici ICD-10 e, possibilmente, anche quelli del DSM-5 con relativo livello di gravità.

Cosa fare a seguito della diagnosi di DSA?

Molteplici sono le modalità per migliorare il benessere, la motivazione e l’autostima di bambini e ragazzi con DSA. Il trattamento può prevedere uno o più dei seguenti percorsi: percorso psicologico per il potenziamento delle abilità cognitive, se ci fossero aeree su cui è necessario lavorare; percorso psicologico a sostegno dell’autostima e dell’auto-effiacia, percorso logopedico per il recupero e/o potenziamento delle abilità che sottendono l’apprendimento della letto-scrittura e della matematica e per l’avviamento all’utilizzo di strumenti compensativi, quali la sintesi vocale, le mappe multimediali ecc.; percorso optometrico per il potenziamento delle abilità visive e l’ottimizzazione della postura e dell’impugnatura; percorso psico-motorio. Il trattamento sarà formulato in maniera personalizzata e modellato sulle specifiche esigenze e peculiarità di ciascun bambino.